Grand´Hotel La Sonrisa



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Il Boss delle cerimonie



NAPOLI - I matrimoni in stile napoletano, con le colombe, i fuochi d'artificio, la serenata alla sposa alla vigilia delle nozze, i banchetti pantagruelici, i concerti... C'è questo e molto altro nel nuovo docu-reality in onda da venerdì 10 su Real Time. Si chiama «Il boss delle cerimonie» il programma che, in sei puntate, svelerà il regno di don Antonio, «boss» della Sonrisa. La serie rivela il dietro le quinte e la messa in scena delle più ricche, sfarzose e appariscenti celebrazioni nuziali napoletane che si svolgono sotto la gestione di don Antonio Polese. Ogni episodio è il ritratto di una tradizione radicata in una certa cultura partenopea, fatta di riti e simboli.

A Sant'Antonio Abate la Sonrisa, da oltre vent'anni, è il punto di riferimento delle coppie che vogliono sposarsi in un castello facendo le cose in grande, come ben si racconta nelle scene iniziali dell'acclamato film di Matteo Garrone, «Reality», ambientate proprio nel regno di don Antonio che gestisce il suo maniero affiancato dal genero Matteo, dalla figlia Imma e da un esercito di cuochi, pasticceri e camerieri, capitanati dal maître Ferdinando.

«Nel nostro albergo non ospitiamo lord, trattiamo tutti da re» dice don Antonio, che è finito in tv grazie a Raffaele Brunetti, regista del programma. «Raffaele è di Napoli — racconta Laura Carafoli, vice president content & programming di Discovery Italia — e ci ha portato alcune proposte. Ci siamo innamorati della Sonrisa, di don Antonio e della sua famiglia. Ci piaceva raccontare questa parte di Napoli emozionante». In realtà, ancora prima dell'avvio del programma, più che di emozioni si è parlato di trash.

«Da otto anni raccontiamo matrimoni — ricorda Carafoli —. Almeno il 50 per cento di quelli di Enzo Miccio sono napoletani e sono diversi da quelli che raccontiamo nel Boss. Noi abbiamo documentato una realtà che esiste, ha rilevanza e non parlerei di trash, ma di folklore. E non pensiamo certo che il programma esaurisca la realtà napoletana. Era troppo interessante la storia di don Antonio, che fa business in un ambito anacronistico con ritmi pazzeschi, e fa lavorare tante persone intorno alle nozze. E non ci sbagliavamo. I nostri colleghi inglesi e americani sono impazziti. Vogliono comprare il programma così com'è. E mandarlo in onda sottotitolato».

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DAL 10 GENNAIO ALLE 23,15 SU REAL TIME 

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